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Головна » 2013 » Листопад » 21 » Il CMU chiede all'Italia la maggior tutela per i cittadini ucraini
14:39
Il CMU chiede all'Italia la maggior tutela per i cittadini ucraini


Il 18 novembre scorso, il presidente del Congresso Mondiale degli Ucraini (in inglese Ukrainian World Congress) l'avv. Eugene Czolij ha inviato al premier italiano, Enrico Letta, una lettera sostenendo l'ACUI (Associazione Cristiana degli Ucraini in Italia), che da mesi lancia gli appelli affinché venga sospesa l'applicazione di ammende da parte delle forze di polizia italiana аi corrieri ucraini che viaggiano tra l'Ucraina e l'Italia.

Il CMU ha espresso la sua grave preoccupazione per la questione che coinvolge in questa drammatica facenda la polizia di stato italiana, che spesso sequestra i pulmini che provengono dall'Ucraina, multando i loro proprietari di somme stratosferiche che si aggirano intorno ai 4.130 euro sulla base del fatto che non hanno un'adeguata licenza di trasporto.


Va osservato che l'ACUI non possiede nessun pulmino né si occupa dell'organizzazione di parcheggi o della loro gestione in Italia. Ciò non fa parte delle priorità dell'associazione. Il motivo principale per il quale l'ACUI si è messa ad occupare della questione è il fatto della brutalità di comportamento della polizia italiana che nell'espletare delle sue funzioni esercita una vera e propria violenza nei confronti dei corrieri ucraini che vengono in Italia dall'Ucraina.

Continue umiliazioni, sbarchi forzati dei passeggeri dai pulmini, per lo più donne con bagagli in mezzo alla strada, pesanti multe per i conducenti, - tutti questi fatti sono assolutamente inacettabili in un paese civile come Italia e che non lasciano indifferente nessuno di noi.

Basandosi sulla legislazione europea, i corrieri ucraini non sono obbligati ad avere la licenza di trasporto. Infatti, diversi giudici italiani che hanno già esaminato i casi di impugnazione dei protocolli della polizia da parte dei corrieri ucraini, hanno sempre accolto la domanda dei corrieri.

In pratica, nella legislazione vigente italiana c'è un vuoto normativo. Come dice un famoso proverbio romano che fu usato nei tempi dell'Imperatore Giustiniano: «In dubio pro reo», cioè in caso di dubbio la decisione va in favore del convenuto.

Per quanto riguarda la polizia italiana, gli agenti spesso chiedono ai conducenti ucraini di autovetture, la disponibilità di licenze per il trasporto merci. Ma quelle licenze sono obbligatorie solo per i grandi automezzi come TIR. Qui, invece, si tratta non di TIR, ma di una categoria di autovetture che comprende anche il trasporto di passeggeri in quanto la massa del veicolo non supera i 3,5 tonnellate. Infatti, in altri paesi UE la polizia non chiede mai ai conducenti ucraini dei minibus di avere una tale licenza, mentre quella italiana – sì.

La legge è cambiata già da un po' anche in Italia. Mentre i corrieri ucraini vengono multati dalla polizia italiana, in quanto la polizia italiana fa ancora riferimento alla vecchia legge del 1974 senza tener presente che la Commissione Europea dei Ministri dei Trasporti (CEMT) di cui fa parte anche l'Ucraina già da diversi anni, ha adottato una normativa europea sul trasporto merci, in base alla quale le autovetture di piccola capacità di carico, cioè furgoni, peso complessivo delle quali non supera i 3,5 tonnellate sono esenti da qualsiasi tipo di licenze e di permessi.

Per molti, degli oltre 250.000 cittadini ucraini regolarmente soggiornanti in Italia, questi pulmini sono l'unica connessione con i loro parenti in Ucraina. Essi forniscono il solo servizio di trasporto a prezzi accessibili sia dei passeggeri che dei pacchi. Senza i suddetti pulmini, i cittadini ucraini residenti in Italia, sarebbero stati fisicamente isolati dalle loro famiglie in Ucraina, molti dei quali possono contare esclusivamente su di loro per la loro esistenza, giorno per giorno.

Le merci spedite ai membri della famiglia tramite i corrieri sono di carattere umanitario e non devono essere classificati come quelli di natura commerciale, in quanto non sono pensati per la rivendita.


Il presidente Czolij ha invitato il primo ministro italiano a garantire che i funzionari di alto livello del governo italiano e il presidente dell'ACUI si incontrino per trovare una soluzione ragionevole e pratica. Inoltre, finché non si troverà una soluzione, il CMU chiede d'introdurre una moratoria sulle multe e ammende per i pulmini ucraini che viaggiano tra l'Italia e l'Ucraina.

Ricordiamo ai nostri lettori italiani che Il CMU è un'organismo di coordinamento internazionale delle comunità ucraine nella diaspora che rappresenta gli interessi di oltre 20 milioni di ucraini nel mondo. Il CMU è composto dalle organizzazioni associate in 33 paesi e ha legami con gli ucraini in 14 paesi. Fu fondato nel 1967 come un'associazione senza scopo di lucro. Nel 2003 il CMU è stato riconosciuto dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite come un'organizzazione non governativa con status consultivo speciale presso l'ONU.
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