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L'UCRAINA E' AI CONFINI СON L'UNIONE EUROPEA E NON AI CONFINI CON L'EUROPA! 
УКРАЇНА - ЦЕ ЄВРОПА І МЕЖУЄ З ЄС, А НЕ ЗНАХОДИТЬСЯ НА МЕЖІ З ЄВРОПОЮ!










Вівторок, 17.10.2017, 00:01









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Головна » 2013 » Грудень » 9 » La rivoluzione in Ucraina è una rivoluzione del buon senso
20:02
La rivoluzione in Ucraina è una rivoluzione del buon senso


Le truppe miliziane a Kiev
Foto di Oksana Denysova

Le manifestazioni degli ucraini pro UE in Ucraina e nel resto del mondo durano ormai da dicianove giorni, ma ciò che succederà oggi o nei prossimi giorni in Ucraina potrà avere delle conseguenze del tutto impreviste e cambiare molte cose in tutta l'Europa. Il bilancio provvisorio di manifestanti pacifici pro UE feriti a Kiev durante gli attacchi della milizia del 30 novembre e del 1 dicembre scorsi si aggira intorno a 412 persone. Ieri a Kiev si è svolta una maxi manifestazione di un milione e seicento mila persone, (mentre il tg5 stamani ha parlato di soli 500 mila) che hanno sfilato pacificamente per le strade di Kiev chiedendo al governo di rassegnare immediatamente le dimissioni a causa di alto tradimento degli interessi della nazione e per aver portato il paese alla bancarotta.


Ma le autorità ucraine non ci stanno e in queste ore hanno già fatto circondare tutto il centro storico di Kiev da circa dieci mila uomini armati dei reparti speciali della milizia di stato e dell'esercito interno del ministero degli interni. Inoltre contro i manifestanti il governo è intenzionato ad utilizzare circa venti mila "titùshki" cioè dei soggetti criminali e molto pericolosi. Alcuni sono ex pregiudicati per reati gravi che opereranno a fianco alla milizia in tute da ginnastica. Cogliendo l'occasione vogliamo ricordare a tutti i nostri lettori italiani che la milizia di stato in Ucraina NON E' LA POLIZIA DI STATO che è nei paesi dell'UE o altri paesi occidentali. Essa soltanto esercita funzioni della polizia di stato, ma non è la polizia in quanto il suo status giuridico è completamente diverso da quello della polizia.

L'utilizzo dei "titùshki” è programmato dal governo per provocare caos e disordini a Kiev in modo tale da far scattare lo stato di emergenza. Questa notizia è stata resa nota ieri mattina dal partito di Yuliya Tymoshenko la "Patria" (Batkivshchyna). «Potrebbe succedere oggi, quindi esortiamo le autorità a non attuare questo scenario in quanto con noi in piazza ci sono dei rappresentanti del Partito Popolare Europeo, parlamentari stranieri dell'UE, molti giornalisti nazionali ed internazionali che informeranno la comunità internazionale sulle tattiche che userete. Noi siamo a conoscenza di questo piano, perciò facciamo appello al popolo ucraino di essere vigile nonché invitiamo le forze dell'ordine a impedire il massacro e di non essere complici di atti di provocazione» – si legge nel comunicato stampa. Inoltre, l'opposizione ucraina si rivolge anche alla comunità internazionale e chiede di prestare la massima attenzione a queste informazioni. «Ricordiamo ai provocatori e agli organizzatori di questo scenario: a Euromaidan (Piazza Indipendenza pro UE) c'è un gran numero di giornalisti ucraini e stranieri che registreranno tutti gli eventi», - ha sottolineato l'opposizione.

Lo stato d'emergenza. L'introduzione dello stato d'emergenza è sempre stato voluto da Yanukovych per rimanere in poltrona e per poter consentire a Putin d'eseguire un intervento militare armato con la scusa di "proteggere i propri connazionali, cioè cittadini russi, che si trovano in Ucraina dagli europeisti ucraini” e per ristabilire l'ordine in un paese straniero considerato dalla Mosca un suo territorio.

Per chi non lo sa, l'Ucraina è uno stato indipendente, sovrano e che ha ottenuto il riconoscimento da parte di tutti i paesi del mondo. Ha riacquistato la propria indipendenza nel 1991 subito dopo il crollo dell'URSS. Perciò l'introduzione delle forze armate straniere in Ucraina viola innanzi tutto la sovranità dell'Ucraina nonché i trattati internzionali, quindi può causare un conflitto internzionale armato nel cuore dell'Europa a pochi giorni dalle festività natalizie. Ma il silenzio dei media italiani e del Papa qui è assolutamente inconmprensibile!

Una via d'uscita per l'Ucraina? Qualcuno in Italia o nel resto del mondo è disposto a prendere delle manganellate in testa per il bene di un accordo commerciale, ad esempio, con gli Stati Uniti? Questa è una domanda che tutti noi cittadini d'Europa dovremmo porci in questi ultimi giorni, mentre guardiamo i giovani ucraini che vengono picchiati a Kiev dai miliziani inferociti solo perché difendono la democrazia nel loro paese e la sua scelta europea in quanto sono europei nonché per protestare contro la decisione del proprio governo di non firmare l'accordo di associazione con l'Unione europea.

Quell'accordo doveva essere firmato il 28-29 novembre scorsi a Vilnius che avrebbe offerto all'Ucraina l'accesso al più grande mercato del mondo e ai programmi economico-sociali della CE. Ai giovani d'Ucraina e alle classi medie quell'accordo avrebbe portato una garanzia di un futuro più civile, una vita europea migliore. Quando invece quella promessa non è stata mantenuta, milioni di ucraini sono scesi in piazza sia in Ucraina che nel resto del mondo.

L'evolversi della situazione odierna in Ucraina è molto importante non solo per l'Ucraina stessa, ma anche per tutta l'Unione europea. Perché? Perché se questa è una rivoluzione, allora deve essere una delle più importanti rivoluzioni del buon senso della storia umana e d'Europa. Ma il desiderio di tanti ucraini di avere una vita normale in un paese normale è contrastato da due fantasie, una delle quali ormai si è esaurita e l'altra è estremamente pericolosa.

La prima fantasia che si è oramai esaurita è quella della rilevanza geopolitica dell'Ucraina. Il presidente ucraino Viktor Yanukovych non capisce assolutamente la pericolosità della sua politica di mercato che lui svolge da ormai tre anni. L'Ucraina si trova tra l'Unione europea e la Russia, e quindi la geopolitica coinvolge gli intelligenti di enrambi le parti, solo che li mette gli uni contro gli altri. Quello che non capisce Yanukovych è che questi sono due diversi tipi di giocatori.

Durante i colloqui l'UE ha offrerto all'Ucraina un accordo di associazione che l'avrebbe portata sotto l'orbita politica ed economica dell'UE e non più sotto quella di Mosca, ma l'attuale status quo del presidente d'Ucraina Yanukovych gli piace più dell'accordo di associazione con l'UE e il timore panico di Putin ha potato Yanukovych alla decisione di non firmare l'accordo.

I leader europei creativi come Carl Bildt di Svezia e Radek Sikorski della Polonia hanno capito subito il piano di Putin e Yanukovych e quindi hanno dovuto fare una spinta insistente per ottenere il sostegno di tutti gli altri Stati membri UE affinché l'UE offri all'Ucraina un accordo di associazione. Perché? Perché non tutti i leader dei paesi occidentali dell'UE, per non parlare dei semplici cittadini, riescono a capire la pericolosità delle strategie di Mosca. E' assolutamente certo che la mancata firma dell'accordo con l'UE a Vilnius da parte di Yanukovych è avvenuta a causa di continue pressioni e minacce di Putin.
E' proprio Putin che non vuole Kyiv in Europa! La protagonista nel quadro politico ucraino di tutto ciò è proprio la Russia di Putin, dal momento in cui i russi si sono messi a cercare di inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica in tutti i modi.

Che cos'è l'Unione Doganale Eurasiatica di Mosca? E' un processo di integrazione sovranazionale concepito da Mosca per ristabilire l’egemonia della Federazione Russa nel mondo ex-Sovietico. L’entrata dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica è un passo fondamentale per la Russia affinché la Russia ricostruisca un suo impero nello spazio ex-URSS: un’entità statale che, come dichiarato a più riprese dal Presidente Putin, deve portare alla totale disgregazione dell’UE, ed alla sua eliminazione dalla competizione economica mondiale. Ecco perché anche l'UE e gli Stati Uniti d'America devono sostenere concretamente il popolo ucraino nel suo processo d'eurointegrazione e di adottare le sanzioni contro i crimi del regime tra cui quello dei barbarici attacchi della milizia sui MANIFESTANTI PACIFICI che ora rischiano di ripetersi.

Per questa ragione, la Russia ha contrastato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento di cui Bruxelles - così come Kyiv - ha bisogno per evitare il ricostituirsi di un impero russo ai suoi confini e, sopratutto, per integrare al più presto un Paese di fondamentale importanza sul piano economico, infrastrutturale energetico, agricolo, umano ed industriale. Ma Yanukovych, che non era mai interessato seriamente all'eurointegrazione dell'Ucraina, pensava di poter mungere le due mucche contemporaneamente chiedendo semplicemente sia all'UE sia a Mosca le ingenti somme di denaro senza farsi tanti problemi. Mentre con quei soldi poteva attuare qualche riforma nel prorio paese in favore del proprio popolo che ha sempre creduto fermamente nell'UE e nei suoi valori. Come si dice "c'è un punto in cui cinismo si trasforma in ingenuità”...

L'Unione europea capendo il gioco di Yanukovych ha deciso di non offrirgli più nessun prestito fino a quando in Ucraina non saranno fatte le riforme legislative richieste da Bruxelles più volte.

Dal canto suo Putin, approfittando della situazione in cui si è trovato Yanukovych, si è offerto subito volontario per "aiutare” l'omologo collega dell'Ucraina e gli ha promesso (e non erogato) i 15 miliardi di dollari di cui Yanukovych ha bisogno per l'anno prossimo per restituire il debito sia al Fondo Monetario Internazionale sia alla Gazprom, ma ad una sola condizione e cioè quella di
fermare in modo definitivo il processo dell'eurointegrazione dell'Ucraina e di entrare a far parte l'Ucraina PROPRIO dell'Unione Doganale Eurasiatica, ma ciò, però, comporta a Yanukovych la fine del suo potere, visto che i 47 milioni d'ucraini (la popolazione d'Ucraina è di 52 milioni di persone) vogliono l'eurointegrazione dell'Ucraina, mentre l'ingresso forzato dell'Ucraina nell'UDE comporterà inevitabilmente all'Ucraina la perdita della sua sovranità e quindi una dolente guerra civile. Da qui, l'iniziativa di Putin, in base agli accordi presi con Yanukovych di far entrare le forze armate in Ucraina per schiacciare le dimostrazioni pacifiche pro UE.

E' chiaro che oggi nessuno nei mercati finanziari globali sembra di voler dare la credibilità all'Ucraina di Yanukovych anche se la Russia di Putin ha "intenzione d'aiutare” l'Ucraina economicamente. Senza aiuti finanziari esteri, la crescita economica dell'Ucraina nel 2014 sarà molto probabilmente molto negativa, che oltre a tutto il resto, rende certa la sconfitta di Yanukovych anche alle prossime elezioni nel 2015.

La seconda fantasia pericolosa è l'idea della Russia di essere la sorella maggiore dell'Ucraina e che l'Ucraina, secondo Putin, non è un paese indipendente e sovrano, ma piuttosto una sorta di sorella minore slava della Russia che vive nel suo territorio! E' un'idea assolutamente utopica e assurda, in quanto è un retaggio della fine dell'Unione Sovietica e delle politiche di russificazione forzata dell'Ucraina negli anni 70-90. Essa non ha alcun fondamento storico reale in quanto l'attuale Russia sorse in quella che oggi è l'Ucraina e non viceversa. Chi conosce la staria lo sa benissimo che è così, ma Putin ritiene d'ignorare la storia e l'attuale rivale nella regione dell'est europeo.

Di certo questa mossa ha i suoi rischi che Putin ora deve prendere in considerazione molto seriamente. I russi stessi che non condividono le politiche di Putin, dopo la vittoria degli ucraini potranno ribellarsi e questo è un pericolo per Putin e per le sue idee di ricreare il suo impero. Se l'Ucraina può essere una democrazia, allora perché la Russia non lo può essere? Se l'Ucraina può avere proteste di massa, allora perché noi russi non lo possiamo fare? Se l'Ucraina che è un paese europeo e può far parte anche della CE, allora perché la Russia non può diventarlo?

La televisione russa in questi giorni sta disinformando la popolazione in tutto il mondo ed i media italiani seguono attentamente solo ed esclusivamente le notizie delle agenzie russe come Itar-Tass e altre e non le notizie delle agenzie nazionali ed indipendenti ucraine.

Ora se Yanukovych deciderà d'introdurre lo stato d'emergenza, allora Putin introdurrà le sue forze armate in un paese straniero, solo che allora sarà una carneficina. In tal caso a difendere il popolo ucraino dai russi, molto probabilmente, scenderà in campo l'esercito ucraino, visto che la milizia delle regioni centrali e del sud dell'Ucraina è schierata contro il popolo. Mentre i miliziani nella parte occidentale del paese si sono schierati dalla parte del popolo. Quindi se Yanukovych proverà ad usare la forza, allora Putin, in base agli accordi presi con Yanukovych, potrà affermare che l'intervento militare russo è necessario per ristabilire l'ordine in Ucraina e per "difendere i propri cittadini russi dagli europeisti ucraini”.

Per l'Ucraina questo sarebbe il peggiore di tutti gli esiti possibili, naturalmente, ma forse soprattutto per la Russia. L'assorbimento di terre ucraine da parte dell'URSS ha coinvolto quasi incredibili livelli di violenza nel corso di decenni. Un'altra avventura armata russa in Ucraina ora sarebbe del tutto invasiva, per tutti i tipi di ragioni. Ucraina, per tutte le sue divisioni politiche visibili, è un unico paese in Europa con un grande esercito, i vertici del quale generalmente credono fermamente nella sovranità dell'Ucraina. E proprio da qui che nasce il bisogno di Yanukovych nell'aiuto di Putin. Però un intervento militare russo avrebbe portato spargimenti di sangue su una scala incredibile che la gente ucraina conosce fin troppo bene. Perciò è il semplice desiderio di pace, e il raggiungimento della pace, che rende l'Unione europea attraente al popolo ucraino e altrove!

Che cosa potrebbe essere fatto ora per ristabilire l'ordine in Ucraina? Se Yanukovych fosse disposto a cedere il potere ora, allora la situazione in Ucraina potrebbe essere meno rischiosa, ma sembra improbabile, almeno per il momento, che egli accetterà di lasciare l'ufficio. In mancanza di questa prospettiva, però, la Costituzione d'Ucraina offre una via d'uscita. Il parlamento potrebbe abolire la presidenza forte che è attualmente in vigore, solo che ci vogliono i voti e l'opposizione in parlamento non ha la maggioranza. Però abolire la presidenza forte è nell'interesse del paese (e, naturalmente, anche nell'interesse dei parlamentari filorussi) per evitare un enorme spargimento del sangue. Sarebbe un sistema di democrazia parlamentare più convenzionale, in cui il presidente avrebbe giocato un ruolo simbolico e cerimoniale, mentre il primo ministro sarebbe un vero dirigente. In generale, i paesi con questa forma di governo hanno avuto più successo a rendere le transizioni democratiche. Tale trasformazione costituzionale in Ucraina potrebbe consentire a Yanukovych di rimanere in carica e salvare la propria faccia. Invece il primo ministro avrebbe la possibilità di rilasciare finalmente la Tymoshenko e di firmare l'accordo di associazione con l'UE così tanto voluto dalla popolazione ucraina. In un tale scenario Yanukovych potrebbe lasciare la scena senza alcuna paura di essere perseguito in futuro da un suo successore ed evitare la catastrofe non solo in Ucraina ma in tutta l'Europa.

Per evitare la guerra in Europa l'UE e, naturalmente, gli Stati Uniti devono dare un segnale forte alla Russia che sostengono l'Ucraina nella sua scelta europea e che sono disposti a un dialogo che potrebbe prendere in considerazione le risoluzioni anche di questo genere. I leader occidentali devono mostrare i muscoli alla Russia sostenendo l'Ucraina e condannando la violenza nonché potrebbero prendere in considerazione le sanzioni personali a coloro che sono stati (o saranno) responsabile per i pestaggi di manifestanti pacifici in passato o nelle prossime ore. Inoltre, per dimostrare il suo interesse per l'Ucraina, l'UE deve inoltre investire lì dove si ha la forza e cioè in gioventù: viaggi senza visto e l'istruzione universitaria.

Quindi ora, onde evitare la guerra nel cuore dell'Europa, l'UE e l'America devono dare dei segnali molto forti alla Russia, altrimenti la Russia non si fermerà e continuerà la sua espansione verso l'Ovest dell'Europa. Non per caso il suo progetto si chiama proprio così l'Unione Doganale Euro-Asiatica.

Igor Sayevskyy
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